Toyota Racing vince la 6h del Fuji, sesto round del FIA World Endurance Championship 2026. Ryo Hirakawa/Brendon Hartley/Sébastien Buemi #8 si impongono sull’Alpine #36 di Victor Martins/Jules Gounon, mentre in LMGT3 festeggia WRT e BMW con Darren Leung/Sean Gelael/Augusto Farfus.
Il recap della gara
Alpine ha tenuto la prima posizione nel concitato opening lap, Jules Gounon #36 e Ferdinand Habsburg #35 hanno gestito Daniel Juncadella (Genesis #19) e Harry Tincknell (Aston Martin #007). Nessuno ha preso particolari rischi allo spegnimento dei semafori, i problemi sono subito arrivati in LMGT3.
Dopo una breve Safety Car per rimuovere i detriti in pista, la prova è ripresa con le due A424 in netto controllo della situazione.
Da segnlare invece una lenta foratura alla gomma anteriore sinistra per la Toyota TR010 #7. L’auto giapponese ha dovuto fermarsi dopo pochi minuti, Nyck De Vries è stato incaricato dello stint iniziale.
La graduatoria è rimasta inalterata fino alla sosta, l’Alpine #35 ha ottenuto il comando virtuale davanti all’Aston Martin #007 ed all’auto #36.
Pit più rapido, con meno energia, per l’Aston che è riuscita ad inserirsi tra le due auto francesi, il prototipo affiato a Tincknell è tornato in pista alle spalle della Toyota #7 di De Vries.
L’olandese, fuori sequenza, ha attaccato Habsburg per il primato provvisorio, le due auto si sono toccate nell’ultima curva.
Il testacoda del vincitore della 24h Le Mans 2026 ha preceduto la prima Virtual SC di giornata per un problema all’Aston Martin LMGT3 #23 Heart of Racing nella veloce curva 5 dopo un contatto con una Peugeot
Tutti hanno approfitato per fermarsi ai box ad eccezione della Peugeot #93. Victor Martins #36 ha condotto la successiva ripartenza davanti a Tincknell #007, Habsburg #35, Juncadella #19 e Marco Sorensen (Aston #009).
La terza sosta ha permesso all’Aston Martin #007 ed alla Toyota #8 di superare l’Aston #009, le auto citate hanno effettuato una sosta più rapida inserendo meno energia a bordo.
Brendon Hartley #8 ha però presto dovuto difendersi dal ritorno di Alex Riberas #009 e della Cadillac #38 di Sébastien Bourdais. Importante invece il gap delle due Alpine, in solitaria in vetta.
A metà gara, le due Alpine hanno cambiato le proprie posizioni. Habsburg #35 ha superato Martins #36, mentre è da segnalare un problema per la BMW #20 WRT di Sheldon van der Linde. Il sudafricano, entrato in pista dopo aver ereditato il volante da René Rast, è stato vittima di un contatto con una LMGT3 in curva 5.
La BMW #20 era precendemente rientrata in pit road in seguito ad una foratura dopo un contatto con la Ferrari #51.
Anche la 499P campione del mondo non è stata esente da problemi. A 2h 38 dalla fine l’auto è stata infatti riportata all’interno dei box, il danno si è verificato contemporaneamente ad un inconveniente con i martintetti per la #50.
La quarta sosta ha visto l’Aston #007 di Tom Gamble ottenere il comando, il britannico ha però dovuto nuovamente inchinarsi all’Alpine in seguito ad un’infrazione con la linea bianca all’ingresso della pit road.
Jules Gounon #36 ha ritrovato la vetta nei confronti di Charles Milesi #35, le due A424 hanno provato ad amministare il margine sull’Aston #009, la Cadillac #38 e la Toyota #8.
Ad 1h e 40 dalla fine tutto lo schieramento ha effettuato una nuova sosta approfittando della seconda Virtual SC di giornata. Questa volta la bandiera gialla è scattata per rimuovere la Ferrari #50, ferma in curva 16 con problemi.
Da segnalare prima della neutralizzazione anche un nuovo errore dell’Aston Martin #007. Harry Tincknell ha perso il controllo con gomme fredde in curva 1, il britannico ha spinto in testacoda l’incolpevole Toyota #8.
La ripartenza è stata condotta da Martins #36 e Milesi #35. I transalpini si sono ritrovati inseguiti da Marco Sorensen (Aston #009), Jack Aitken (Cadillac #38), Mathieu Jaminet (Genesis #19), Ryo Hirakawa (Toyota #8), Kamui Kobayashi (Toyota #7) e Will Stevens (Cadillac #38).
10mo posto virtuale per la Ferrari #51 nonostante due penalità da 5 secondi per due contatti distinti. Antonio Giovinazzi ha ripreso la 6h del Fuji dopo aver rimpiazzato Alessandro Pier Guidi.
La green flag ha tolto provvisoriamente dalla lotta due auto per un’infrazione in regime di FCY: la Toyota #7 e la Cadillac #12.
La 6h del Fuji è cambiata ancora ad 1h dalla fine con una nuova Safety Car per l’incidente in curva 1 della McLaren di Finn Gehrsitz dopo un contatto con l’Aston GT3 #27 di Mattia Drudi.
La seguente sosta collettiva, l’ultima di giornata, ha premiato la Toyota #8 di Ryo Hirakawa e la BMW #15 di Dries Vanthoor. Alle loro spalle Milesi #35, Sorensen #009, Martins #36 e Aitken #38.
La pioggia è diventata sempre più un’incognita per i protagonisti, Genesis ha scelto di mettere le gomme da bagnato per la propria GMR-001 #17 di Pipo Derani.
Martins, con gomme più fresche, ha superato l’Aston Martin #009 e l’auto gemella #35 prima di lanciarsi all’inseguimento della Toyota. La BMW #15 è stata superata abbastanza velocemente da parte dell’ex campione di FIA F3 che fino alla bandiera a scacchi ha cercato di riottenere la leadership.
Secondo successo in stagione per la Toyota #8 che guadagna la leadership in campionto. Ryo Hirakawa/Brendon Hartley/Sébastien Buemi hanno regolato all’arrivo l’Alpine #36 di Victor Martins/Jules Gounon e la BMW #15 dio Raffaele Marciello/Kevin Magnussen/Dries Vanthoor.
Top5 conquistata per Alpine #35 e Cadillac #38, le due vetture hanno battuto la Peugeot #94, la Cadillac #12, la Toyota #7, l’Aston Martin #009 e la Ferrari #51.
LMGT3
Eric Powell (Proton Ford #77) è sopravvisuto ad un multiplo contatto in curva 1. François Heriau (VISTA AF Corse Ferrari #21) è stato coinvolto insieme ad altri protagonisti tra cui Martin Berry (Iron Lynx Mercedes #61), Stefano Gattuso (Proton Ford #88), Petru Umbrarescu (Akkodis ASP Lexus #87), Salih Yoluc (TF Sport Corvette #34) e Yasser Shahin (Manthey Porsche #92).
La Ferrari #21, successivamente in testacoda in curva 3, è stata ritenuta responsabile del contatto al via che ha escluso principalmente la Mercedes #61, la Porsche #92 e la Ford #88.
La ripartenza ha visto un solo protagonista: Finn Gehrsitz. Il silver driver della McLaren #58 Garage 59 ha subito preso il controllo delle operazioni, il tedesco ha puntualmente allungato sui rivali.
Alexander West ha ereditato il volante dal compagno di squadra alla prima sosta che ha preceduto di pochi minuti un testacoda per l’Aston #23 Heart of Racing di Gary Newell dopo un contatto con una Peugeot.
La 720S GT3 EVO #58 ha gestito la ripartenza davanti a James Cottingham ed a Thomas Flohr, rispettivamente protagonisti con Manthey Porsche #91 e VISTA AF Corse Ferrari #54.
La corsa è passata nelle mani della Corvette #33 TF Sport, in azione con Jonny Edgar e meno energia rispetto ai rivali.
La strategia è diventata la vera protagonista in LMGT3. La Z06 GT3.R ha iniziato infatti a sfidare la BMW #32 WRT di Sean Gelael e la McLaren #10 Garage 59 di Tom Fleming.
La Virtual Safety Car ad 1h e 40 dalla fine ha riacceso la lotta per la vittoria, modificando i valori in campo. Dan Harper si è ritrovato infatti in cima alla corsa con la BMW #69 WRT, il britannico ha preceduto alla green flag Fleming #10, Ben Tuck (Ford #77), Augusto Farfus (WRT BMW #32)
Fleming ha superato Harper, mentre Farfus ha cercato di avvicinarsi alla Mustang GT3 EVO #77, il possibile duello è stato interrotto da un violento impatto in curva 1 della McLaren #58 di Finn Gehrsitz. Il tedesco di Garage 59 è finito contro le barriere dopo un contatto con Mattia Drudi (HOR Aston #27).
La successiva sosta ha danneggiato la McLaren #10 di Marvin Kirchhöfer. Il britannico ha perso la leadership ottenuta da Fleming, la 720S GT3 EVO ha dovuto accodarsi alle due Corvette di TF Sport: la #34 di Charlie Eastwood e la #33 di Nicky Catsburg.
Come in Hypercar anche il finale è stato affascinante con due protagonisti assoluti: Augusto Farfus e Mattia Drudi. Il #32 di WRT BMW ed il #27 di Heart of Racing Aston Martin hanno superato le due Corvette e la McLaren #10 di Kirchhöfer.
Il brasiliano ha ottenuto la leadership di forza ed egregiamente non ha lasciato spazio a Drudi che ha riportato sul podio l’Aston #27 dopo il trionfo al COTA.
La M4 GT3 EVO #32 WRT svetta invece per la prima volta nel 2026 con Darren Leung/Sean Gelael/Augusto Farfus. La compagine di Vincent Vosse ha condiviso il podio con Drudi/Zach Robichon/Ian James e la Chevy #34 di Eastwood, Salih Yoluc e Peter Dempsey.
Davide Rigon regala la quarta piazza alla Ferrari 296 GT3 EVO #54. Il veneto ha battuto la Corvette #33 TF Sport, la BMW #69 WRT, la Porsche #91 Manthey e la McLaren #10 Garage 59.
Prossima prova a Barcellona, domenica 18 ottobre.
Luca Pellegrini
Foto: DDPI/FIA WEC




