WRT conquista finalmente anche l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship vicendo con BMW a Indianapolis. La coppia Dries Vanthoor/Sheldon van der Linde si impone nel finale sulla Cadillac #31 di Jack Aitken/Earl Bamber, mentre in GT festeggia Ford Racing con Dennis Olsen/Ben Barker dopo una bella sfida fino all’ultimo giro con la Corvette #4.

Il recap della gara

La partenza è stata segnata da un clamoroso contatto tra le due Porsche ufficiali. Julien Andlauer #7 è stato spinto in testacoda dal compagno di squadra Kevin Estre #6, toccato all’interno dalla BMW #25 di Phillip Eng.

La Porsche #7 è stata poi colpita dalla Porsche #5 JDC-Miller Motorsport e da tre LMP2: la #04 Crowdstrike Racing by APR, la #2 United Autosports e #99 AO Racing.

Separatamente anche l’Acura #93 Meyer Shank Racing è finita in testacoda, colpita dalla Cadillac #40 Wayne Taylor Racing di Louis Delétraz.

Tom Blomqvist, dopo aver mantenuto il primato alla prima green flag, ha condotto le danze alla ripartenza con l’Acura #60 davanti a Jack Aitken (Whelen Cadillac #31) e la BMW #24 WTR di Dries Vanthoor.

Il traffico ha permesso alla Cadillac #31 di ottenere la leadership virtuale, Aitken ha concluso lo stint iniziale in vantaggio nei confronti di Blomqvist, Vanthoor e Estre con la Porsche #6.

La Cadillac #31 è uscita dai box in vetta, Earl Bamber si è ritrovato a fronteggiare il ritorno di Laurin Heinrich. Sosta più veloce, con meno energia, per la 963 ufficiale che in pit road ha scavalcato Sheldon van der Linde #24 e Colin Braun #60.

Ad 1h e 05 dalla fine la prova è entrata nel vivo con una nuova caution, chiamata questa volta per detriti in pista lasciati dalla BMW GTD PRO #1.

Bamber ha condotto le danze alla green flag a 48 minuti dalla fine dopo una sosta collettiva di tutte le GTP. Secondo posto per van der Linde davanti alla Cadillac #40 WTR di Jordan Taylor ed all’Acura #60. Leggermente più attardato Heinrich, costretto ad un pit più lungo dopo la sosta ‘alternativa’ nelle prime fasi d’azione.

La Porsche #6 si è lanciata all’inseguimento della Cadillac #31 e della BMW #25 dopo aver superato senza particolari problemi la Cadillac #40.

Il traffico ha giocato un ruolo chiave nella sfida per il successo. Sheldon van der Linde ha recuperato il margine su Earl Bamber, il sudafricano ha strappato alla V-Series.R #31 il primo posto a cinque minuti dalla fine.

Dopo un primo attacco in curva 6 il sorpasso decisivo è arrivato in curva 12, la BMW #24 dell’ex campione DTM e di Dries Vanthoor non è più stata ripresa da nessuno. WRT vince quindi finalmente anche nell’IMSA WTSC dopo una meravigiosa prestazione.

BMW batte Cadillac e la Porsche #6, il divario tra le tre GTP all’arrivo è stato di soli 5 secondi dopo 2 ore e 40 ricche d’azione. Quarto posto per WRT Cadillac #40 davanti a Meyer Shank Racing Acura #60 e la vettura gemella #10.

7mo ed ottavo posto per Acura #93 ed Aston Martin #23, ultima auto a chiudere tutti i 112 giri compiuti nella ‘Battle on the Bricks 2026’.

LMP2

L’incidente al via causato da un contatto in GTP ha tolto dai giochi in pochi metri tre assoluti protagonisti: George Kurtz (#04 Crowdstrike Racing by APR), Phil Fayer (#2 United Autosports) e PJ Hyett (#99 AO Racing).

Inter Europol Competition ha controllato apparentemente senza problemi la scena nella prima fase, un danno ad un pneumatico ai box ha camibiato l’economia della prova.

Tom Dillmann, in pole ieri grazie al compagno di squadra Jeremy Clarke #43, ha dovuto iniziare a recuperare il gruppo, capitanato dall’ORECA #22 United Autosports di Paul Di Resta e dalla #52 Bryan Herta Autosport with PR1/Mathiasen di Harry Tincknell.

La strategia con il carburante è diventata importantissima e l’ORECA #52 ha dovuto inchinarsi alla vettura #18 di ERA Motorsport. Nick Boulle/Christian Rasmussen hanno battuto Misha Goikhberg/Tincknell e l’ORECA #22 di Daniel Goldburg/Di Resta.

Tower Motorsport #8, Pratt Miller Motorsports #74 ed Inter Europol Competition #43 chiudono nell’ordine la gara di Indianapolis.

GTD PRO

Paul Miller Racing BMW #1 ha controllato la prima fase della ‘Battle on the Bricks’. La strategia è diventata subito protagonista, alcune auto hanno infatti deciso di fermarsi solamente 40 minuti dopo la partenza.

Sono rimaste invece sul tracciato la BMW #1, la McLaren #59 RLL, la Porsche #77 AO Racing e la Corvette #4. Le quattro auto citate hanno completato oltre sessanta minuti di stint scegliendo di fermarsi a 1h e 20 dalla fine.

Il colpo discena è arrivato ad 1h e 05 dalla fine con contatto per il primato virtuale tra la BMW #1 e la Corvette #4. I due contendenti per la serie sono toccati in curva 1, la M4 GT3 EVO ha perso parte del posteriore in pista provocando una caution.

Ai box in occasione della yellow, oltre alla fortunata BMW #1, la Lamborghini #9 Pfaff Motorsport e la Porsche #77 AO Racing. Pit prima della caution invece per la Ford #64 e la Corvette #3, pronte per battagliare nel finale con il resto delle GTD PRO.

Connor De Phillippi #1 ha condotto nel migliore dei modi la ripresa delle ostilità ed è subito riuscito a creare un piccolo margine su Dennis Olsen (Ford #64) e Nicky Catsburg (Corvette #4). Il quartetto di auto citate si è messo all’inseguimento della McLaren #59 RLL, in azione con una strategia leggermente differente con Nikita Johnson.

Tutte le GTD PRO si sono fermate prima di ripartire, la Porsche #77 è però stata sanzionata per non aver rispettato le regole relative all’emergency pit.

La McLaren ha iniziato a risparmiare più carburante possibile per provare clamorosamente ad arrivare all’arrivo, mentre la BMW #1 è stata spinta nell’erba da un discutibile attacco da parte della Ford #65 di Fred Vervisch.

De Phillippi, dopo aver perso la posizione su Olsen, ha lottato contro la Mustang GT3 EVO, le due auto sono entrate in contatto nella parte finale del secondo settore.

Olsen ha invece raggiunto Johnson insieme a Catsburg, i tre hanno iniziato a combattere per la vittoria negli intensi ultimi dieci minuti.

La McLaren ha dovuto fermarsi ai box ad 1 minuto dalla fine, la Chevy ha provato fino all’ultimo giro a superare la Ford. Catsburg ha impensito Olsen in curva 6, il contatto tra le due auto statunitensi ha premiato la Mustang #64.

Olsen trionfa nel catino di Speedway con Ben Barker, la Ford #64 ha regolato la Corvette #4 di Catsburg/Tommy Milner e la Lamborghini Temerario GT3 #9 Pfaff Motorsport di Andrea Caldarelli/Sandy Mitchell.

L’auto italiana approfitta nel finale di una penalità per l’Aston #64 Car Blanche Racing e dell’errore della Lexus #14 Vasser Sullivan Racing per ottenere un nuovo importantissimo podio in vista della finale di Road Atlanta.

La Lexus #14 si è attestata in quinta piazza in GTD PRO alle spalle della Corvette #3 di Alexander Sims/Antonio Garcia e davanti alla BMW #1 di De Phillippi/Verhagen.

GTD

L’Aston Martin #27 Heart of Racing ha provato a fare la differenza con Tom Gamble. Il britannico si è trovato leader grazie ad una sanzione alla Mercedes #57 Winward Racing, penalizzata ancora prima della green flag per ‘Controlled Powertrain Parameters’.

La penultima tappa del campionato è entrata nel vivo a sessanta minuti dalla fine con l’ingresso di una caution per un problema in curva 12.

La sosta collettiva ha premiato apparentemente la Ferrari #34 di Albert Costa, al volante dopo l’ottimo stint iniziale di Lorenzo Patrese. Lo spagnolo ha condotto le danze alla green flag, ma ha dovuto subito scontare una penalità per aver infranto le regole ai box con un ‘emergency pit’.

Robby Foley ha quindi approfittato della situazione per portarsi in vetta con la BMW #96 Turner Motorsport. Il veterano americano ha iniziato a difendersi da Felipe Fraga (Riley Ford #16), Phil Ellis (Winward Mercedes #57) e Dudu Barrichello (Heart of Racing Aston #27).

Ellis è diventato presto l’unico concreto avversario della BMW M4 GT3 EVO #96 Turner Motorsport. Giacomo Altoé ha invece fatto la differenza nella lotta per la terza posizione, la Chevy #81 DragonSpeed ha avuto la meglio sull’Aston #27 e la Ford #16.

Cinque decimi hanno separato all’arrivo Foley ed Ellis. La BMW #96 ha finalmente coltoi la prima affermazione del 2026, la M4 GT3 EVO di Turner Motorsport resta pienamente in corsa per il titolo.

Robby Foley e Patrick Gallagher beffano quindi sotto la bandiera a scacchi Russell Ward/Phillip Ellis, abili a rimontare dal fondo della griglia. Eccellente terzo posto invece per la Corvette #13 AWS con Matt Bell ed Orey Fidani che hanno scavalcato prima dell’arrivo la Chevy #81 di Altoé/Casper Stevenson.

Heart of Racing Aston #27, Wright Motorsport Porsche #120, Gradient Racing Ford #66, Vasser Sullivan Lexus #12, Riley Ford #66 e Inception Racing Ferrari #70 hanno concluso nell’ordine. Niente da fare invece per la Lamborghini #45 WTR, vittima ai box di un principio d’incendio.

Sabato 3 ottobre la Motul Petit Le Mans, gran finale dell’IMSA WTSC 2026

Luca Pellegrini

Foto: BMW Motorsport

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