Filipe Albuquerque e Ricky Taylor tornano finalmente a vincere nell’ IMSA WeatherTech SportsCar Championship al termine della 6h Road America. La coppia, assente dalla Victory Lane dalla corsa di Detroit del 2024, svetta con la Cadillac #10 schierata da Wayne Taylor Racing davanti alla Porsche privata #5 JDC-Miller Motorsports. Lamborghini trionfa invece in GTD PRO con la Temerario GT3 #9 di Pfaff Motorsports affidata a Sandy Mitchell/Andrea Caldarelli.

Il recap della gara
Nick Yelloly e Tom Blomqvist hanno gestito la prima parte della competizione con le due Acura Meyer Shank Racing: la #93 e la #60 hanno confermato le prime due piazze davanti alla Cadillac #40 WTR di Louis Delétraz e la BMW #24 di Sheldon van der Linde.
Due Safety Car hanno segnato la prima parte. La prima è scattata per l’impatto al Kink da parte della Ford Mustang #16 Riley di Sheena Monk in seguito ad un contatto con l’ORECA #11 TDS Racing, mentre la seconda è stata necessaria per l’impatto al Carousel di Jon Field (Intersport Racing #37).
La seconda caution ha cambiato le carte in tavola, la BMW #25 ha infatti deciso di non fermarsi ai box con gli altri competitor. Scelta differente anche per la Cadillac #40 e per la Porsche #7, in pit road senza cambiare le gomme.
La lotta è subito entrata nel vivo, la BMW #25 ha allungato sulla gemella #24 di van der Linde. Ha perso posizioni invece la Cadillac #40, penalizzata per aver ‘bloccato’ in uscita di curva 5 la Porsche 963 #7 di Felipe Nasr.
Le due BMW hanno provato a controllare la scena prima della terza caution. Ancora una volta il ‘kink’ ha creato problemi, questa volta la ‘vittima’ è stata la Ferrari 296 GT3 EVO #34 Conquest Racing di Fran Rueda.
Il pit stop collettivo ha premiato la Porsche #7 di Julien Andlauer. Il francese ha condotto la ripartenza davanti a Dries Vanthoor (BMW #24), Kevin Estre (Porsche #6) e Colin Braun (Shank Racing Acura #60).
Due penalità invece per la BMW #25: entrambe per speeding in pit road prima e durante la terza caution dell’evento. Sanzione anche per la Cadillac #31 Whelen Engineering per la stessa motivazione, in azione con Earl Bamber.
La quarta caution è arrivata a 3h dalla fine dopo un errore a Canada Corner da parte della BMW #1 Paul Miller Racing. L’occasione è stata perfetta per fermarsi ai box, Tijmen van der Helm #5 ha ottenuto virtualmente la vetta con una sosta nettamente più veloce rispetto agli altri.
La Porsche #5 JDC-Miller Motorsport ha quindi condotto le danze dopo aver annullato una sanzione rimediata. L’olandese ha provato a gestire Delétraz #40, Vanthoor #24 e Blomqvist #60.
Da segnalare una rabbocco extra di energia per la BMW #25 prima del restart, protagonista a meno di 3h dalla conclusione con Phillip Eng al volante.
Cadillac ha approfittato di un errore in curva 1 di Vanthoor e di una penalità per la Porsche #5 per prendere virtualmente il controllo della scena con Jordan e Ricky Taylor. La coppia ha quindi tentato di controllare il ritorno delle due Acura: la #93 di Nick Yelloly e la #60 di Tom Blomqvist.
La bandiera gialla è tornata a sventolare a 2h dalla fine in seguito ad un contatto in curva 6 tra la Cadillac #31 Whelen e la Porsche #7. Earl Bamber ha spinto nella ghiaia Felipe Nasr, la Safety Car è stata necessaria per rimettere in pista la 963 #7.
La BMW #24 è tornata in vetta non effettuando la sosta, Vanthoor ha condotto il restart su Aitken #31, Filipe Albuquerque (WTR #10), Delétraz #40 e van der Zande #93.
La green flag, durata ben poco per un contatto in GTD PRO che ha escluso la Chevy #3, è stato segnato dalla sanzione per la Porsche #7 e per la Cadillac #40 di sessanta secondi per aver rischiato di colpire delle auto di servizio ferme in curva 8.
Albuquerque ha ottenuto le redini della corsa alla bandiera verde scavalcando velocemente Aitken e la BMW #25, rientrata ai box appena disponibile insieme all’Acura #60 Shank Racing per rabbocco di carburante.
La sosta della #25 si è trasformata in un lungo pit stop, Vanthoor ha infatti accusato un problema ai freni. Difficoltà anche per la gemella #25, protagonista in positivo della prima fase della corsa.
La Cadillac #10 è stata inseguita da Kevin Estre che con la Porsche #6 ha saputo superare di forza la Cadillac #31 Whelen di Aitken. Il britannico ha quindi dovuto vedersela con il ritorno di Laurin Heinrich, protagonista con la Porsche #5 JDC-Miller Motorsport.
Il finale è stato incandescente, dopo l’ultima sosta in green flag la Safety Car è infatti tornata protagonista per spostare la Porsche #120 Wright Motorsport ferma in curva 7.
Albuquerque #10 ha condotto la ripartenza davanti ad Estre #6, Aitken #31 e Renger van der Zande con l’Acura #93. Strategia leggermente differente per l’olandese, presente in azione con uno stint finale molto più lungo rispetto ai rivali.
La Cadillac #10 ha tenuto la vetta prima dell’ennesima gialla per l’incidente in curva 13 dell’Acura #60 di Tom Blomqvist. Albuquerque ha controllato anche la nuova ripartenza, subito preceduta dalla nona caution per l’impatto in curva 1 di Jack Aitken e Kevin Estre.
La Cadillac #31 Whelen ha tentato di superare all’estero la Porsche #6 per la seconda posizione, entrambe le auto sono finite contro le barriere di protezione.
Primo trionfo per la Cadillac #10 Wayne Taylor Racing in stagione sotto la bandiera a scacchi, la 6h Road America è terminata in regime di caution dopo il crash in Turn 1.
Filipe Albuquerque/Ricky Taylor ritrovano il successo, non accadeva dalla prova di Detroit del 2024. WTR svetta invece con Cadillac Racing dopo una serie infinita di tentativi, la V-Series.R #10 ha regolato l’Aston Martin #23 HOR di Ross Gunn/Roman De Angelis e la Porsche #5 JDC-Miller di Kaylen Frederick/Tijmen van der Helm /Laurin Heinrich.
La classifica è però subito cambiata dopo la bandiera a scacchi, l’Aston #23 è stata infatti penalizzata per un contatto con l’Acura ARX-06 #93 di Renger van der Zande.
Terzo posto automatico quindi per Jordan Taylor/Louis Delétraz (Cadillac WTR #40) davanti a Shank Racing Acura #93, Porsche Penske Motorsport #7 e WRT BMW #25.
Nonostante l’incidente della Cadillac #31, Jack Aitken mantiene il controllo del campionato in GTP. L’ex pilota di F1 vede però ridursi drasticamente il proprio margine nei confronti di Heinrich.

LMP2
Dopo la prima fase, segnata dai problemi di Jon Field e da una carambola fortunatamente senza conseguenze al secondo restart, ha visto protagoniste due auto: l’ORECA #43 Inter Europol Competition e la vettura #99 AO Racing.
La compagine polacca ha provato a fare selezione, ma ha dovuto recuperare dopo la 3h e 30 dalla fine per un’infrazione in pit road. Inter Europol Competition ed AO Racing hanno effettuato un pit extra rispetto ai rivali in vista della nuova ripartenza, la situazione ha permesso a Toby Sowery (Crowdstrike Racing by APR #4) di ottenere la leadership virtuale.
La quarta caution per un problema in GTD PRO ha cambiato le carte in tavola ed ha permesso il rientro dell’ORECA #43. Tom Dillmann ha iniziato a mostrare un ritmo notevole, il francese ha iniziato a lottare per il primato contro Sébastian Alvarez (Tower Motorsport #8) dopo aver superato Parker Thompson (Bryan Herta Autosport with PR1/Mathiasen #52).
Dillmann ha preso il comando ed ha provato a controllare la scena anche dopo la quinta Safety Car, il francese si è trovato in lotta diretta contro Alex Quinn #4 e Dane Cameron #99.
La #99, vittima di una serie di contatti, è precipitata in classifica, mentre la #43 e la #04 si sono giocate il primato nel finale. Particolare però la scelta di Inter Europol Competition e Crowdstrike Racing by APR di non fermarsi ai box prima del restart dopo la sesta bandiera gialla.
Dillmann #43 si è incaricato del restart davanti a Quinn #04 e le due ORECA di United Autosports: la #22 di Paul Di Resta e la #2 e Mikkel Jensen.
La scelta di non fermarsi ha pagato, l’ORECA #43 e la #04 hanno concluso con una sosta in meno la 6h Road America. Bijoy Garg/Tom Dillmann/Jeremy Clarke festeggiano quindi in Wisconsin tenendo testa all’ORECA #4 di Toby Sowery /Alex Quinn/George Kurtz.
Podio perso negli ultimi minuti per United Autosports. La #22 e la #2 si sono infatti toccate nel restart conclusivo, l’ORECA #2 virtualmente in terza posizione è stata penalizzata per aver spinto in testacoda la gemella #22.
David Heinemeier Hansson/Mathias Beche/Tobi Lutke finiscono in Top3 con TDS Racing #11 precedendo AO Racing #99, Tower Motorsport #8 e Bryan Herta Autosport with PR1/Mathiasen #52.

GTD PRO
AO Racing Porsche #77 con Harry King ha controllato la prima fase dell’evento di Road America gestendo la BMW #1 Paul Miller Racing di Neil Verhagen e la Chevy #3 di Antonio Garcia.
Le tre Safety Car hanno confermato la Porsche #77 in vetta con un minimo scarto nei confronti della Chevy #4 di Nicky Catsburg. Strategia leggermente differente invece per la Corvette #3 e per Vasser Sullivan Lexus #14, ai box una volta in più rispetto ai rivali in occasione della terza sosta.
La Corvette #3 è stata per qualche giro anche in cima alla competizione insieme alla Porsche #911 Manthey. Thomas Preining ha provato a fare selezione, ma è stato costretto ad un pit extra per ‘failure to adhere to tire operational requirements’.
Lontane nella prima metà della prova le due Ferrari 296 GT3. Da segnalare una sanzione per la #62 Risi Competizione di Davide Rigon dopo un contatto in pit road con la Chevy #81 Dragonspeed.
Out a tre ore dalla fine la BMW #1 Paul Miller Racing di Connor De Phillippi, protagonista di un errore a Canada Corner. L’esperto americano è finito contro le barriere e non è più riuscito a ripartire.
Nikita Johnson (RLL McLaren #59) non ha effettuato la successiva sosta ed ha provato a cambiare strategia. L’americano è stato superato da Klaus Bachler (Manthey Porsche #911) alla prima occasione utile, l’austriaco è stato però sanzionato dalla direzione gara per ‘Blocking’ nei confronti della 720S GT3 EVO #59.
La quinta Safery Car per un problema in GTP in curva 6 ha visto una nuova sosta collettiva a cui non hanno partecipato Andrea Caldarelli (Pfaff Lamborghini #9), Jack Hawksworth (Vasser Sullivan Racing Lexus #14), James Calado (Triarsi Ferrari #033) e Dennis Olsen (Ford #64).
Le prime posizioni sono rimaste intatte nelle prime tre curve, la battaglia si è scatenata a metà gruppo con un contatto tra la Ford #65 di Fred Vervisch e la Chevy #3 di Alexander Sims. Il belga ha colpito il britannico, il campione in carica ha dovuto ritirarsi dalla prova.
Ad 1h dalla fine, l’ultima caution ha rimesso tutti in gioco. La Temerario GT3 #9 di Pfaff Motorsport ha gestito la ripartenza, Caldarelli ha preceduto alla green flag Nicky Tandy #77, Tommy Milner #4 e Fred Vervisch #65
Tandy e Milner hanno tentato di impensierire la Lamborghini di Pfaff Motorsports, Caldarelli ha sfruttato tutta la propria esperienza per imporsi con la riconoscibile Temerario GT3 #9.
Prima storica affermazione in IMSA dopo il podio overall nel GTWC Europe e l’acuto nel DTM per la nuova Lamborghini grazie ad Andrea Caldarelli/Sandy Mitchell. Alle loro spalle la Porsche #77 AO Racing di Nick Tandy/Harry King e la Chevy #4 di Tommy Milner/Nicky Catsburg.
Le due Ford Mustang GT3 EVO ufficiali seguono nell’ordine davanti alla Lexus #14 Vasser Sullivan ed alla Ferrari #033 Triarsi Competizione.

GTD
La Ferrari #21 AF Corse di Lilou Wadoux, dopo la sontuosa pole nelle qualifiche di ieri, ha perso terreno a favore dell’Aston Martin #27 Heart of Racing. Zach Robichon ha tentato di fare la differenza insieme alla Mercedes #57 Winward Racing di Russell Ward nonostante le tre neutralizzazioni che hanno ricompattato il gruppo a più riprese.
La Rossa #21 ha poi perso terreno per una serie di errori di Simon Mann e per un’infrazione ai box, Simon Mann è stato costretto a risalire da metà schieramento dopo aver ereditato il volante da Wadoux.
Out prematuramente la Ford #14 Riley e la Ferrari #34 Conquest Racing, entrambe out al ‘Kink’ per due separati incidenti. Difficoltà anche per la Porsche #912 Manthey, penalizzata per un contatto proprio con la già citata #21.
La prova è entrata nel vivo dopo la quarta caution della serata a 3h dalla fine per un problema alla BMW #1 Paul Miller Racing a Canada Corner.
La Ferrari #21, non fermandosi ai box, ha ottenuto la leadership virtuale con Simon Mann, l’americano ha gestito la successiva ripartenza davanti alla Porsche #28 RS1 di Devin DeFrancesco ed alla Chevy #81 DragonSpeed di Alec Udell.
Le due caution successive hanno definito la classifica a favore dell’Aston Martin #27 Heart of Racing di Tom Gamble. L’inglese ha iniziato a battagliare per il successo contro Phil Ellis (Winward Mercedes #57) e Giacomo Altoé (DragonSpeed Chevrolet #81).
La corsa si è scatenata ad 1h dalla fine dopo l’incidente per la Porsche #120 Wright Motorsport in curva 7. La Mercedes #57 Winward Racing ha ottenuto finalmente la leadership, Phil Ellis ha tentato di fare selezione sull’Aston Martin #068 Car Blanche Racing di Valentin-Hasse Clot e la Chevy #81 di Altoé.
Nessuno nei giri conclusivi, segnati da altre due yellow flag, ha impensierito la Mercedes #57. Ellis e Russell Ward, accompagnati da Indy Dontje, ottengono il secondo successo consecutivo dopo il risultato al CTMP, i campioni in carica battono ad Elkhart Lake la Ferrari #023 Triarsi Competizione di Kenton Koch/Onofrio Triarsi/Robert Megennis e la Corvette #81 DragonSpeed di Giacomo Altoé/Casper Stevenson/Alec Udell.
Car Blanche Aston Martin #068, Turner Motorsport BMW #96, Lone Star Racing Mercedes #80 e AWA Chevy #13 completano nell’ordine la penultima tappa della Michelin Endurance Cup 2026.
La graduatoria è cambiata dopo la bandiera a scacchi, IMSA ha infatti promosso sul podio l’Aston Martin #068 a discapito della Chevy #81.

Prossimo atto a fine mese al VIRginia International Raceway con solo le GTD PRO e le GTD coinvolte. Tutte le classi torneranno in attività in quel di Indianapolis a metà settembre.
Luca Pellegrini
Foto: Piero Lonardo




