Durante il lungo weekend di Le Mans, abbiamo avuto la chance di parlare con Andrea Mladosic, Head of Ferrari Challenge and Corso Pilota. In totale sono 61 auto che hanno partecipato al round transalpino del Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Europe, gli eventi sono stati siglati da Hendrik Viol e Dylan Medler.

Quanto è speciale questo evento di Le Mans?
Questo è un round particolare che solitamente disputiamo una volta ogni tre anni. Si tratta di una gara europea, ma apriamo l’evento anche agli altri campionati, le auto iscritte prendono dei punti come se partecipassero alla serie continentale. 61 unità hanno accettato di correre sul ‘Circuit de la Sarthe’, il numero massimo predisposto dall’ACO è 71. Abbiamo un regolamento specifico per la prova di Le Mans, quest’anno siamo riusciti ad avere due prove: una al giovedì ed una al sabato.
Siete riusciti ad avere una gara in più quest’anno…
Due gare sono una chance perfetta per i nostri clienti, pochi piloti nella vita hanno l’occasione di correre su questo iconico tracciato. Crediamo di poter riproporre le due corse a Le Mans anche quando ritorneremo, teoricamente tra tre anni.
Come valuti il Ferrari Challenge come serie di avvicinamento alle GT3?
La nostra serie è adatta per avvicinarsi alle GT3, nel recente passato abbiamo avuto Nicklas Nielsen ed Eliseo Donno ad esempio che sono cresciuti nelle nostre serie prima di spostarsi in GT. Giacomo Altoé, Lilou Wadoux oppure la stessa Lilou Wadoux hanno avuto la chance di cimentarsi nel nostro monomarca prima di continuare la loro carriera sempre con Ferrari oppure altrove. La nostra filosofia resta quella del ‘customers racing’, la priorità resta per i nostri clienti.

Ma… avete una EVO in arrivo?
La 296 Challenge è ottima, la EVO sarà meglio. Avrete più informazioni alle Finali Mondiali di Barcellona, dopo tre anni solitamente abbiamo un update. L’evento di fine anno resta la nostra festa di fine anno, uno dei momenti più speciali della stagione agonistica in cui condensiamo l’attività dei clienti, le ultime prove del Ferrari Challenge e molto altro.
Che differenza c’è tra un evento Ferrari e questa prova di Le Mans?
Solitamente noi siamo gli organizzatori e tutto è sotto il nostro controllo. A Le Mans dobbiamo necessariamente trovare un compromesso, ma resta una chance perfetta per i nostri clienti. Il fatto che non si corre sempre rende tutto più speciale, i piloti che gareggiano nel 2026 tendenzialmente non hanno partecipato all’edizione 2023.

Volete espandervi in una nuova ‘regione’ dopo il Middle East?
Abbiamo deciso di cambiare leggermente i nostri programmi durante il COVID-19. Dopo Europe e North America ci siamo concentrati su alcune serie nazionali come Ferrari Challenge UK, Japan e Australia. Ridurre l’impegno a livello locale non ci ha penalizzato, il numero complessivo è infatti superiore a quello che avevamo in Asia prima della Pandemia. Abbiamo ancora qualche mercato da valutare, ma per ora siamo a posto così.
Esiste un Junior Programme Ferrari come ad esempio in Porsche?
Penso che la prossima Ferrari Challenge possa garantire un nuovo programma, certamente ci stiamo pensando. Negli ultimi anni abbiamo visto che il lavoro del Ferrari Challenge può compensare un progetto come quello che accade in altri costruttori.

La nuova Ferrari sarà protagonista sin da subito in tutte le serie?
Tendenzialmente dal primo anno siamo protagonisti con l’auto aggiornata in Europe ed in North America. Il resto arriva in sequenza come accade successivamente.
Nel futuro c’è la chance di avere una gara anche in un altro grande evento oltre a Le Mans (es. 24h Nurburgring)?
A Le Mans la sola chance di correre sul ‘Circuit de la Sarthe’ è solo nel weekend della 24h. Nelle altre piste è differente perché la pista è sempre disponibile. Desideriamo regalare una chance speciale al cliente, al posto di andare alla 24h di Spa ed alla 24h del Nurburgring preferiamo creare un appuntamento durante l’anno nella stessa pista senza appoggiarsi ad un’altra manifestazione. Preferiamo ad esempio gareggiare con la F1 a Singapore oppure a Las Vegas, altre location che come a Le Mans non sono permanenti.

Luca Pellegrini
Foto: Ferrari




