Toyota controlla la scena dopo le prime quattro ore dela 24h Le Mans, terzo atto del FIA World Endurance Championship. Ryo Hirakawa/Brendon Hartley/Sébastien Buemi, fuori sequenza, tiene testa alla BMW #20 ed alla Cadillac #38, rispettivamente in seconda e terza piazza.

Il recap delle prime ore

La BMW #20 ha preso subito il comando delle operazioni con René Rast. Il tedesco, dopo aver quasi toccato l’auto gemella di Kevin Magnussen #15, ha controllato la scena amministrando la propria posizione nei confronti della Cadillac #12 Hertz Team JOTA di Will Stevens.

Lotta anche in casa Ferrari con Nicklas Nielsen #50 e Antonio Giovinazzi #51 che hanno provato a recuperare più posizioni possibili. Il danese si è portato in ottava piazza, mentre l’italiano è riuscito a portarsi in sesta piazza prima della conclusione dello stint.

Nei trenta minuti iniziali la Toyota ha cambiato strategia rispetto ai rivali. La #7 e poi anche la #8 hanno infatti anticipato la sosta ai box, il pit stop è arrivato dopo soli trenta minuti d’attività.

La prima sosta ai box ha sancito il sorpasso, almeno in pista, della Toyota #8 di Sébastien Buemi. L’elvetico si è trovato davanti a René Rast (BMW #20), Ferdinand Habsburg (Alpine #35), Earl Bamber (Cadillac Hertz #38) e Mike Conway (Toyota #7).

Toyota #8 ha continuato a mantenere una strategia differente agli altri. Brendon Hartley ha ereditato il testimone da Buemi ed ha continuato egregiamente il lavoro dello svizzero, il ‘kiwi’ ha tenuto un netto margine nei confronti di BMW #20 e le due Cadillac.

Scambio di posizioni tra le due V-Series.R di Hertz JOTA. La #38 di Jack Aitken è stata lasciata passare dalla gemella di Louis Delétraz #12, il britannico ha quindi tentato di recuperare il binomio di testa.

Charles Milesi (Alpine #35) segue nell’ordine davanti ad Alessandro Pier Guidi (Ferrari #51), Ricky Taylor (WTR Cadillac #101) ed Antonio Fuoco (Ferrari #50), accusato ingiustamente di aver toccato l’ORECA #30 Duqueine Racing di Richard Verschoor a Tertre Rouge.

Le Toyota sono lontane, ma solo perché su una strategia differente. La #8, una volta effettuate le soste, è ampiamente in vetta sulla BMW #20, mentre la TR010 Hybrid #7 ha cambiato strategia dopo la quarta sosta riportandosi sull’opzione scelta dagli altri.

LMP2 

In LMP2, la partenza è stata perfetta da parte dell’ORECA #28 IDEC Sport. Job van Uitert ha gestito alla perfezione l’ORECA #29 Forestier Racing by Panis Racing di Esteban Masson e l’ORECA #30 Duqueine Racing di Julien Andlauer.

Il pilota ufficiale Porsche Motorsport ha ottenuto la seconda posizione, ma non ha mai concretamente attaccato il padrone della scena. Alex Quinn (Crowdstrike by APR #4) ha aperto invece la scena in LMP2 PRO Am prima di cedere la vetta dopo la prima sosta ad AO Racing ed a Dane Cameron. 

Duquine Racing #30 ha trovato il primo posto dopo la terza sosta in pit road. Richard Verschoor ha superato Paul Lafargue #28 come da pronostico, l’olandese è ancora al comando con quasi 30 secondi di scarto su Forestier by Panis Racing #29 ed Inter Europol Competition #343.

In LMP2 PRO AM Ben Barnicoat ha preso le redini della 24h Le Mans dopo la quinta sosta. AF Corse #183 si porta per la prima volta in cima alla competizione, controllata in gran parte dall’ORECA #99 AO Racing di PJ Hyett e Dane Cameron.

LMGT3

Mattia Drudi ha dominato la prima ora della 24h Le Mans sfruttando la presenza sulle altre auto di tanti bronze driver. Il #27 di Heart of Racing ha poi ceduto il testimone ad Ian James che in pochi giri ha dovuto cedere la leadership alla Lexus #79 Akkodis ASP.

L’ex campione IMSA WeatherTech SportsCar Championship GTD PRO Jack Hawksworth ha iniziato a controllare le danze con margine nei confronti delle due BMW M4 GT3 EVO di Dan Harper #69 ed Augusto Farfus #32.

Le Lexus hanno poi ceduto la leadership alla Porsche 992 GT3-R #91 Manthey di Ayhancan Güven/James Cottingham/Timur Boguslavskiy. Il primo citato si è portato in cima alla competizione riuscendo a superare le due Lexus: la #78 di José Maria Lopez e la #87 di Tom Van Rompuy. 

Out da Porsche #92 di Riccardo Pera, Yasser Shahin e Klaus Bachler. Un problema allo sterzo ha condannato l’auto campione del mondo in carica e vincitrice dell’ultima 24h Le Mans.

Luca Pellegrini
Foto: Piero Lonardo

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