Doppietta per WRT e BMW nella 6h di Spa-Francorchamps, secondo atto del FIA World Endurance Championship. Robin Frijns/René Rast/Sheldon van der Linde si impongono sulla concorrenza nella tappa belga della serie, mentre in LMGT3 trionfa McLaren con Garage 59 e Antares Au/Tom Fleming/Marvin Kirchhöfer.

Il recap della gara

Will Stevens (Cadillac Hertz Team JOTA #12) ha ottenuto subito la prima posizione a discapito di Loic Duval (Peugeot #94), leader nelle prime tre curve prima di cedere all’auto americana la vetta sul rettilineo del ‘Kemmel’.

Ogni ipotetico allungo di Cadillac e Peugeot è stato fermato dopo soli 15 minuti in seguito ad un errore in curva 15 (Paul Frére) da parte dell Ford Mustang GT3 EVO #77 Proton Competition.

La Peugeot #94 ha perso la posizione anche nei confronti di Ferdinand Habsburg (Alpine #35) con la ripresa delle ostilità. Tutto è cambiato con la prima sosta dopo sessanta minuti con il passaggio in pit road: la BMW #20 ha ottenuto la vetta sulla Toyota #8 e la Cadillac #12.

René Rast si è trovato al comando grazie ad una sosta decisivamente più rapida rispetto agli altri. Strategia completamente differente invece per la Toyota #8, ai box con venti minuti d’anticipo rispetto alla concorrenza.

La situazione intatta nella seconda ora: la BMW #20 ha tenuto la vetta sulla Toyota #8 e la Cadillac #12, sempre tallonata dall’Alpine #35 e per la prima volta nell’evento dalla Ferrari #83 AF Corse.

Difficoltà invece per la Ferrari #50 ai box e per la 499P #51, protagonista di una lotta per la posizione a ‘Les Combes’ contro la Toyota #7.

La Cadillac #12 di Louis Delétraz ha iniziato intorno alla metà prova a lottare contro l’Alpine #35 di Antonio Felix Da Costa. Le due auto hanno provato in ogni caso ad avvantaggiarsi sulla Peugeot #94 di Theo Pourchaire e la Ferrari #51 di James Calado.

Alpine ha quindi allungato su Cadillac, in gestione rispetto ai francesi. L’auto #35 ha gradualmente preso il largo sui rivali, Da Costa e Delétraz si sono trovati con un cospicuo scarto nei confronti di Peugeot e Ferrari. Sempre incerta invece la situazione della Toyota #8 e della BMW #20, in azione con una strategia leggermente diversa.

La competizione è cambiata a 2h e 15 dalla fine in seguito ad una Virtual Safery Car per rimuovere i detriti a ‘Les Combes’, lasciati dalla Peugeot #94. Malthe Jakobsen, appena salito in auto, non è riuscito a evitare la Mercedes AMG GT3 EVO #79 Iron Lynx, in difficoltà con Matteo Cressoni.

La sosta collettiva ha avvantaggiato le auto con la strategia alternativa: la BMW #20 e la Toyota #8. Robin Frijns e Sébastien Buemi hanno condotto le operazioni in fase di ripartenza davanti a Charles Milesi (Alpine #36), Dries Vanthoor (BMW #15) e Antonio Fuoco (Ferrari #50).

La ripartenza ha visto Vanthoor superare l’Alpine #36, in difficoltà nell’attacco alla green flag sulla Toyota #8. BMW ha mostrato un ritmo superiore alla concorrenza con la BMW #20, l’allungo è stato però interrotto a sessanta minuti dalla fine da un contatto tra la Ferrari #51 e la Lexus #87 in curva 1.

La 499P di Alessandro Pier Guidi è finita in testacoda, colpita dalla BMW #32 WRT(GT) di Augusto Farfus. Il brasiliano, probabilmente colpita dalla Porsche #91 Manthey, non è riuscito ad evitare la Ferrari #51 che affrontava regolarmente curva 1.

La sosta collettiva avvenuta in regime di Virtual SC ha permesso a BMW di balzare in prima e seconda piazza. Frijns ha quindi dovuto gestire una nuova ripartenza davanti a Magnussen ed alla Ferrari #50 di Antonio Fuoco.

Una nuova Safety Car è tornata protagonista. Da Costa #35 ha provato a difendere la posizione sull’Aston #007 di Alex Riberas, lo spagnolo è finito contro le barriere dopo aver perso il controllo della propria vettura.

Anche l’Alpine #35 è poi precipitata in classifica, questa volta in seguito ad un errore del portoghese all’uscita del Raidillon. L’alfiere del brand francese ha commesso un errore nella parte più iconica del tracciato, fortunatamente non è stato colpito da nessuno.

La ripartenza da una nuova Safety Car ha visto Robin Frijns allungare sulla concorrenza, mentre Antonio Fuoco cercava di superare la vettura #15 di Kevin Magnussen. L’olandese ha quindi regalato a BMW la prima affermazione nel Mondiale nella classe regina, risultato ottenuto anche dalla compagine di Vincent Vosse.

Iconica doppietta in casa per WRT con Robin Frijns/René Rast/Sheldon van der Linde #20 e Kevin Magnussen/Raffaele Marciello/Dries Vanthoor #15, il risultato resta da confermare vista un’investigazione per fase di ripartenza da Safety Car.

Podio per Antonio Fuoco/Nicklas Nielsen/Miguel Molina #50 davanti all’Aston Martin #007, finalmente nella parte alta della graduatoria in compagnia di Harry Tincknell/Tom Gamble/Ross Gunn.

Toyota #7, AF Corse Ferrari #83, Peugeot #93, Genesis #17, Cadillac #12 e Toyota #8 completano la Top10 della 6h di Spa 2026 nella classe regina.

LMGT3

La partenza è stata perfetta per Eric Powell (Proton Competition Ford #77). L’americano, rookie della serie, si è sbarazzato in pochi minuti di Tom van Rompuy (Akkodis ASP Lexus #78) e Ian James (Heart of Racing Aston Martin #27), rispettivamente primo e secondo al via. 

Tutto è presto cambiato in seguito ad un errore da parte della Ford #77 all’uscita di Paul Frére. La Lexus RC F GT3 #78 ha quindi potuto tornare in cima alle operazioni, il padrone di casa van Rompuy ha controllato la sfida fino alla prima sosta della competizione.

Stefano Gattuso #88 ha infatti potuto ottenere la leadership sulla falsariga di quanto accaduto in Italia a Imola. Il nostro connazionale ha provato ad allungare sulla Lexus #78 e sulla Ferrari 296 GT3 EVO #21 VISTA AF Corse di François Heriau.

Il vantaggio della Ford #88 è rimasto intatto nei confronti della concorrenza. La Lexus #78 ha perso invece terreno limitata dai track limits, l’auto giapponese ha ceduto la posizione alla Ferrari #21, sempre nelle mani del Bronze Driver.

La seconda sosta ha cambiato le carte in tavola a favore della Ferrari #21. Simon Mann si è trovato in vetta alla Ford #88, lenta ai box prima di accogliere al volante il nostro Gianmarco Levorato. 

La Ferrari #21 ha iniziato ad amministrare il margine sulla McLaren #10 Garage 59 di Tom Fleming e la Lexus #78 Akkodis di Hadrien David. Decisamente più indietro la Mustang #88, limitata da una penalità che ha modificato completamente la classifica.

 La Virtual SC, causata a 1h e 30 dalla fine da un errore di Matteo Cressoni (Iron Lynx Mercedes #79) e dal successivo contatto con la Peugeot #94, ha riparto la corsa. La Ferrari #21 ha condotto la ripartenza con Alessio Rovera, il lombardo ha iniziato a battagliare contro Marvin Kirchhöfer (Garage 59 McLaren #10), Esteban Masson (Akkodis ASP Lexus #78) e Mattia Drudi (Heart of Racing Aston Martin #27).

Rovera ha preso il largo sulla McLaren prima di una nuova Virtual SC ad 1h dalla fine per un contatto in curva 1 tra Masson, Augusto Farfus (WRT BMW #31) e Ayhancan Güven (Manthey Porsche #91). La carambola ha coinvolto anche la Ferrari #51 di Alessandro Pier Guidi, incolpevole nel finale.

Una nuova Safety Car per un problema in Hypercar all’Aston Martin #009 ha preceduto una penalità per la Ferrari #21. Rovera è stato sanzionato per unsafe release, la 296 GT3 #21 ha quindi ceduto la leadership alla McLaren di Antares Au/Tom Fleming/Marvin Kirchhöfer.

Prima vittoria dopo solo due prove e la beffa di Imola per Garage 59 davanti a Ian James/Zach Robicon/Mattia Drudi  (Heart of Racing Team Aston Martin #27) e Yasser Shahin/Richard Lietz/Riccardo Pera  (Manthey The Bend  Porsche #92). 

Quarto posto per la Ferrari #21 davanti alla McLaren #58 di Garage 59, le due auto hanno preceduto la Lexus RC F GT3 #87 di Akkodis ASP. 

Prossima tappa del FIA WEC, la 24h Le Mans.

Luca Pellegrini

Foto. Piero Lonardo

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