Raptor Engineering amplia il proprio impegno nel Campionato Italiano Gran Turismo Sprint affiancando al programma GT3 anche la presenza nella GT Cup. Dopo aver annunciato il debutto nella classe regina con la McLaren 720S GT3 Evo affidata all’equipaggio MacDonald-Cazzaniga, la squadra emiliana conferma così un doppio fronte nella stagione che sta per aprirsi.
Protagoniste della nuova sfida saranno due McLaren Artura Trophy Evo, al debutto nel Tricolore GT. Una scelta che segna l’inizio di un nuovo ciclo tecnico per il team guidato da Andrea Palma e Isabelle Maserati, reduce dai numerosi successi conquistati nella categoria nelle ultime stagioni.
Sulla vettura numero 569 farà il suo ritorno nella serie Sprint Massimo Navatta, già vincitore all’esordio nel 2024 e protagonista lo scorso anno nella Endurance. Il gentleman driver parmense sarà affiancato da Riccardo Tirelli, giovane torinese classe 2000 al debutto assoluto nelle competizioni automobilistiche.
Sull’altra Artura, contraddistinta dal numero 559, saranno invece al via Giovanni Naldi e Matteo Cianfoni confermati nel team dopo una stagione 2025 in costante crescita, culminata con risultati di rilievo e con l’esordio di Cianfoni nel panorama GT nazionale.
Entrambi gli equipaggi saranno chiamati a confrontarsi con una nuova vettura e con una categoria sempre più competitiva, in un contesto che rappresenta anche un naturale passaggio di crescita all’interno del progetto sportivo avviato da Raptor Engineering insieme a McLaren.
Andrea Palma, team principal di Raptor Engineering: “Già impegnato in GT3, per il team affrontare anche il campionato GT Cup è un’ulteriore sfida e nella categoria sarà una stagione caratterizzata da un grande impegno corale, ma, con qualche pressione in meno, ci auguriamo anche focalizzata sul divertimento e la consapevolezza di aver lavorato bene per migliorarsi. L’obiettivo è presentarci al via per cercare di fare il meglio possibile, perché l’ambizione di far bene deve essere una costante nelle corse. Aldilà dei risultati, però, il fattore più importante sarà il margine di crescita dei nostri equipaggi, farli esprimere, divertire e progredire in un contesto importante e professionale come il GT Italiano. In generale, con una vettura come la McLaren Artura la GT Cup può rappresentare un avvio ideale per un percorso sportivo che miri alle corse endurance e GT3 di vario livello. Ora in Raptor Engineering la GT Cup può anche essere considerato come un programma propedeutico e addirittura di filiera, visto che con i nuovi programmi con McLaren la squadra è impegnata in parallelo proprio nella classe regina”.
Testo e foto – DL Racing




