Porsche Penske Motorsport controlla con facilità la 64ma Rolex 24 at Daytona dopo le prime due ore d’azione. Kevin Estre #6 e Felipe Nasr #7 dominano la scena in GTP, mentre Corvette monopolizza la graduatoria in GTD PRO. Ottimo avvio anche per AO Racing #99 e Winward Racing Mercedes #57, rispettivamente in vetta in LMP2 e GTD.

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Il recap della gara

Felipe Nasr (Porsche Penske Motorsport #7) si è portato al comando nelle prime concitate fasi della Rolex 24 2026. Il brasiliano ha scavalcato Renger van der Zande (Meyer Shank Racing Acura #93) e Louis Delétraz (WTR Cadillac #40), rispettivamente primo e secondo in patenza.

La Safety Car è subito entrata in azione in seguito ad una serie di contatti in LMP2. Tobi Lutke (TDS Racing #11) ha perso il controllo della propria ORECA nella frenata di curva 1, il canadese vittima di una spinta da parte di Naveen Rao (Era Motorsport #18) ha successivamente colpito Phil Fayer (United Autosports #2), George Kurtz (Crowdstrike Racing by APR #04).

Partenza difficile anche per la BMW #24 WRT di Dries Vanthoor. Il belga, tradito dalle gomme fredde, è finito in testacoda in curva 2, fortunatamente è stato evitato da tutti gli altri protagonisti.

Dopo la ripartenza la yellow flag è tornata protagonista in seguito ad un violento impatto contro il muretto della pit road posto in curva 1 della Porsche #28 RS1. Nasr ha condotto le danze alla successiva ripartenza, sempre avanti all’Acura #93 Shank Racing di Renger van der Zande. Ottimo spunto anche per la seconda Porsche ufficiale con Kevin Estre #6 abile dopo il primo restart a superare la Cadillac #40 WTR.

La seconda parte della prima ora ha visto una sola in vetta: la Porsche 963. Nasr #7 ha allugato sui rivali in compagnia di Estre #6, mentre è da segnalare una penalità per falsa partenza inflitta alla Cadillac #31 Whelen Engineering.

Estre ha superato Nasr prima della sosta ai box, le due 963 hanno continuato a gestire la competizione con margine sulla concorrenza. L’auto che ha trionfato negli ultimi due anni a Daytona e nel campionato vanta una ventina di secondi di nei confronti di Filipe Albuquerque.

Il #10 di WTR Cadillac è riuscito negli ultimi minuti a superare l’Acura #93 di Renger van der Zande, l’olandese è stato scavalcato anche da Tom Blomqvist, in azione con l’ARX-06 gemella #60.

BMW insegue con il due volte campione DTM Marco Wittmann. Il #25 precede la Cadillac #40, la Porsche #85 JDC-Miller Motorsport e l’Aston Martin #23.

LMP2

PJ Hyett (AO Racing #99) si è trovato al comando della corsa nelle battute iniziali. Il campione in carica ha scavalcato Jeremy Clarke (Inter Europol Competition #43), la coppia ha evitato al meglio tutti i problemi che si sono verificati nell’opening lap nel gruppo delle LMP2.

Naveen Rao (Era Motorsport #18) è stato ritenuto colpevole dell’incidente che ha tolto prematuramente dai giochi anche Tobi Lutke (TDS Racing #11) Phil Fayer (United Autosports #2), George Kurtz (Crowdstrike Racing by APR #04).

Senza neutralizzazioni, AO Racing continua a controllare in solitaria la prima prova dell’anno dell’IMSA WTSC. PJ Hyett precede di oltre 30 secondi Ben Keating (Bryan Herta Autosport with PR1/Mathiasen #52), protagonista negli ultimi minuti di un testacoda in curva 6

Terza e quarta piazza per Jakub Smiechowski (Inter Europol Competition #343) e Grégoire Saucy (United Autosports USA #22), quinta per l’ORECA #73 Pratt Miller Motorsports affidata a Chris Cumming.

GTD PRO

Corvette ha iniziato nel migliore dei modi la Rolex 24 2026: Alexander Sims #3 è stato raggiunto in vetta alla classifica della categoria GTD PRO da Nicky Catsburg, impegnato al volante della gemella #4.

Le due auto uffficiali di Corvette Racing hanno quindi iniziato a gestire la situazione davanti a Maro Engel (75 Express Racing Mercedes #75) e Fred Vervisch (Ford Racing #65), rispettivamente a segno a Daytona nel 2023 e nel 2025.

Le due Chevy, sulla falsariga di quanto fatto in casa Porsche Penske Motorsport, hanno cambiato le proprie posizioni in occasione della prima sosta ai box. Catsburg #4 precede quindi Sims #3, l’olandese e l’inglese gestiscono la Ford #65 e la McLaren #59 RLL di Dean Macdonald.

Ha perso terreno la Mercedes #75 dopo l’inizio dello stint di Kenny Habul. Il bronze driver australiano, in testacoda pochi minuti fa in curva 1, ha visto ridursi nella giornata di ieri il tempo minimo di guida, da quattro a tre ore e mezza durante l’intera prova. Lo stesso provvedimento vale anche per Scott Nobl (Winward Mercedes #48), l’altro bronze driver della classe GTD PRO.

Quinto posto dopo lo start dal fondo della classe GTD PRO per la BMW #1 Paul Miller Racing. Max Hesse si avvicina lentamente alla testa della corsa, l’americano precede le Ferrari di Daniel Serra (Risi Competizione Ferrari #62) e James Calado (Triarsi Competizione #033).

GTD

Stellare partenza in GTD per due Ferrari: la #21 AF Corse USA di Antonio Fuoco e la #70 Inception Racing di Frederik Schandorff. L’italiano ed il danese hanno allungato sulla concorrenza dopo i due periodi di caution iniziali, le due 296 GT3 EVO hanno superato senza particolari problemi la temibile Mercedes AMG GT3 EVO #57 Winward Racing di Phillip Ellis.

Partenza in salita per la Corvette #81 DragonSpeed, sanzionata con un drive through per aver spinto in testacoda la Ferrari #34 Conquest Racing. Debutto da scordare invece in IMSA WTSC per RS1 Porsche #28, prematuramente out dopo neanche sessanta minuti contro il muretto presente in curva 1. Non ci sono state conseguenze per Eric Zitza, portato al medical center dopo il violento impatto.

La Mercedes #57 è tornata davanti alle Ferrari negli ultimi minuti della prima ora. Ellis ha superato agevolmente i due avversari, nettamente più lenti nell’ultimo segmento del tracciato statunitense (il più veloce).

Russell Ward sta continuando egregiamente il lavoro iniziato da Elliss. Il due volte campione della classe GTD controlla Patrick Gallagher (Turner Motorsport BMW #96), l’autore della pole Zach Robichon (Heart of Racing Aston Martin), Salih Yoluc (DXDT Racing Corvette #63) e Brendan Iribe (Inception Racing Ferrari #70). Perde terreno invece la Ferrari #21 AF Corse USA, limitata da una penalità per non aver rispettato le normative in fase di ‘pit entry’.

Luca Pellegrini

Foto: Piero Lonardo

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