Charles Milesi/Ferdinand Habsburg/Paul Loup Chatin vincono la 6h del Fuji, 100ma prova della storia del FIA World Endurance Championship. Alpine ottiene la prima affermazione dell’anno davanti alla Peugeot #93 di Paul Di Resta/Mikkel Jensen/Jean-Eric Vergne e la Porsche #6 di Kevin Estre/Laurens Vanthoor.
Il costruttore tedesco rimanda in Bahrain l’assegnazione del titolo, Ferrari non riesce in Asia a siglare matematicamente il trofeo costruttori o quello piloti. L’ultima sfida di novembre deciderà anche il trofeo LMGT3, classe siglata quest’oggi dalla Corvette #81 TF Sport di Rui Andrade/Charlie Eastewood/ Tom Van Rompuy

Il recap della gara
Cadillac ha controllato la scena al via difendendosi alla perfezione da Marco Sorensen (Aston Martin #009) e Paul Di Resta (Peugeot #93). Will Stevens #12 ha gestito la pole e le prime fasi d’azione non lasciando spazio all’auto gemella #38 di Sébastien Bourdais.
Le due Porsche ufficiali non hanno perso tempo per risalire la classifica: la #6 scattata di fatto in ultima posizione ha trovato velocemente la Top10 con Laurens Vanthoor. Il belga si è messo in scia al compagno di squadra Julien Andlauer #5, determinato a raggiungere il prima possibile la quinta posizione della Ferrari #51 di Antonio Giovinazzi.
Aston Martin ha perso invece il terzo posto provvisorio dopo una 30ina di minuti in seguito ad un errore durante un breve Full Course Yellow, chiamato per la presenza di alcuni detriti in pista.
A 5h e 17 minuti dalla fine la direzione gara ha inserito invece una Virtual SC per ripulire il tracciato. Tutti si sono fermati ai box, Cadillac ha tenuto la leadership sulla Peugeot #93 e sulla Ferrari #51.
Il restart ha premiato la Ferrari che ha saputo approfittare di un’indecisione di Bourdais in curva 10, vittima di un deciso assalto da parte della Peugeot. Nessuno ha invece messo in discussione la posizione della Cadillac #12, in piena gestione con Stevens.
La 6h del Fuji è cambiata a 3h e 50 dalla fine in seguito ad un incidente in curva 9 da parte di Raffaele Marciello (BMW #15). La Virtual SC è tornata protagonista ed ha premiato tutte le auto che fino a quel momento non si erano ancora fermate: la Porsche #99 Proton Competition, la Peugeot #93 e la Toyota #7.

Nico Varrone, Jean-Eric Vergne e Nyck De Vries hanno condotto nell’ordine la ripartenza davanti alle due Cadillac: la #38 di Jenson Button e la #12 di Norman Nato. Sesto posto invece per la Ferrari #51, in pista con Alessandro Pier Guidi.
La ripresa dell’evento a 3h dalla fine ha visto una bellissima lotta per le prime posizioni. Varrone non è riuscito a fronteggiare i rivali, la Peugeot #93 e la Toyota #7 hanno ottenuto la prima e la seconda piazza davanti alla rientrante Peugeot #94 di Malthe Jakobsen.
Ottimo ritmo per il danese, abile a beffare l’argentino che in poco tempo è stato infilato anche dall’Aston Martin #009 di Alex Riberas. Il #99 di Proton Competition ha poi dovuto fronteggiare le Ferrari ufficiali di Alessandro Pier Guidi #51 ed Antonio Fuoco #50.
Solamente in nona posizione invece dopo una ripartenza non perfetta la Cadillac #38. Terzo pit anticipato invece per la V-Series.R #12, cambio di strategia per gli autori della pole.
Anche la Porsche #99 ha perso altre posizioni in seguito ad un contatto nell’ultimo settore con la Ferrari #51. Pier Guidi ha colpito Varrone, la 499P ufficiale si è danneggiata ed è stata costretta a cedere la posizione alla Porsche #6 di Kevin Estre.
La 6h del Fuji è cambiata ancora a 2h e 20 dalla fine con un clamoroso contatto tra due Aston Martin: la #007 di Tom Gamble (Hypercar) e la #27 di Zach Robichon (GT3) nell’impegnativa curva 2.
La direzione gara ha inserito un breve FCY prima di chiamare una Safety Car. Il processo ha penalizzato la Porsche #6, la Porsche #99 Proton e la Toyota #7, auto senza sosta al momento nella prima neutralizzazione e con poca energia a bordo.
‘Jolly’ invece per Alpine #35 con Charles Milesi, presente in pit road proprio in concomitanza dell’ingresso del FCY. Ricordiamo infatti l’impossibilità di fermarsi in regime di FCY a differenza di quanto accade in Virtual SC.
Porsche #6, Proton Porsche #99. Toyota #7, AF Corse Ferrari #83 e BMW #20 hanno effettuato una nuova sosta prima del ritorno della green flag.
Peugeot ha condotto la ripartenza con Mikkel Jensen #93 in azione. Secondo posto per Alpine davanti all’Aston Martin #009 di Riberas e la Ferrari 499P #50 di Fuoco. Il calabrese si è ritrovato davanti alla Rossa #51 di Pier Guidi, alla Peugeot #94 di Jakobsen ed alla Porsche #6 di Estre.
Le prime due posizioni non sono cambiate, l’Aston Martin ah però dovuto subire un sontuoso assalto di Fuoco. L’italiano si è messo in terza piazza davanti alla Peugeot #94, abile nel breve termine a sorpassare l’Aston #009.
Anche Fuoco però non è riuscito ad arginare il rientro della Porsche #6. Estre ha scavalcato i rivali e si è portato in scia a Jensen ed a Miesi prima della conclusione del penultimo stint della giornata. La 963 #6 ha beffato l’Alpine ed ha subito attaccato la Peugeot, consapevole di dover scontare ai box 5 secondi extra per una sosta non regolare.
La sosta finale ha portato in alto Alpine. Milesi è uscito dai box con due gomme cambiate riuscendo a beffare la Peugeot che ha preferito non rischiare e montare quattro nuovi pneumatici prima della conclusione. Più attardato Laurens Vanthoor, la Porsche #6 ha comunque mantenuto la posizione sulla gemella #5 di Mathieu Jaminet e sulla Cadillac #12 di Alex Lynn.
Solamente in ottava piazza invece la Ferrari #50 di Miguel Molina con quattro gomme nuove. Lontano invece la Rossa #51, limitata da una penalità per un constante abuso dei limiti del tracciato.
L’ultima sosta ha tradito Peugeot che ha cambiato quattro gomme contro le due di Alpine. Milesi ha quindi scavalcato Jensen che in pochi minuti ha dovuto riprendere a difendersi dalla Porsche #6 di Laurens Vanthoor.

Alpine torna a festeggiare nel FIA WEC, non accadeva dalla 6h Monza 2022. Sconfitta invece per Peugeot che nel finale ha saputo neutralizzare ogni assalto di Porsche che tiene viva la bagarre per il titolo piloti e costruttori.
Porsche #5, Peugeot #94, Aston Martin #009, Cadillac #12 e Toyota #7 chiudono nell’ordine precedendo la BMW #20 e la Ferrari #83 AF Corse. Niente punti quindi per le 499P ufficiali.

LMGT3
James Cottingham (United Autosports McLaren #59) ha ottenuto la leadership nelle prime concitate fasi d’azione approfittando di una penalità per falsa partenza dell’auto gemella #95 di Darren Leung. Difficoltà invece per Anthony Mcintosh (Racing Spirit of Leman Aston Martin #10), scattato dalla pole.
Un solo protagonista in ogni caso in LMGT3 nella prima ora: Stefano Gattuso. Il #88 di Proton Ford è risalito in seconda posizione, abile a risalire in pochi passaggi dalla nona casella dello schieramento.
Da evidenziare invece un contatto in curva 1 tra Ryan Hardwick (Manthey 1st Phorm Porsche #92) e François Heriau (VISTA AF Corse Ferrari #21). Il leader del campionato americano ha colpito il francese in curva 1 dopo aver provato ad ottenere il 7mo posto provvisorio.
Cottingham e Gattuso hanno continuato a gestire la situazione anche alla ripresa della gara a 5h dalla fine dopo una breve Virtual SC. Le due unità hanno però visto sopraggiungere la BMW M4 GT3 EVO #46, all’assalto con Ahmad Al Harthy.
McLaren ha continuato a controllare la scena e la Virtual SC scattata a 3h e 50 dalla fine non ha tolto dalla vetta la 720S GT3 #59. Sébastien Baud ha controllato la successiva ripartenza davanti alla Porsche 992 GT3-R #85 Iron Dames di Rahel Frey e la BMW #46 di Valentino Rossi.
Il ‘Dottore’ ha ceduto il passo alla Porsche #92 di Riccardo Pera (Manthey), mentre Baud ha dovuto lasciar sfilare in curva 1 la vettura #85 schierata dalle Iron Dames.
Le due Porsche sono rimaste al comando anche nei minuti seguenti nonostante una nuova Safety Car. Pera si è ritrovato davanti a Frey per la ripartenza, la coppia ha provato a gestire la Corvette #33 di Johnny Edgar e la McLaren #95 di Sean Gelael.
Le Iron Dames hanno alzato bandiera bianca in seguito ad un’infrazione in regime di FCY. Ma la vera star a meno di 2h dalla fine è stato Alessio Rovera, abile a risalire in terza posizione con la Ferrari #21 VISTA AF Corse.
L’Italiano ha ottenuto il primato, mentre per il secondo posto si è accesa la sfida per il secondo posto tra la Ford #88 Proton Competition di Dennis Olsen, la BMW #31 WRT di Augusto Farfus, la Corvette #81 TF Sport di Charlie Eastwood e la Ferrari #54 di Davide Rigon.
La Mustang è uscita prematuramente dai giochi ad 1h dalla fine, out in seguito ad un contatto con la Corvette #81. La Ferrari #21 è stata invece scavalcata in pit road dalla BMW #46, protagonista con Kelvin van der Linde.
L’attenzione si è spostata sulla strategia e sul risparmio dell’energia: la Porsche #92 Manthey ha infatti provato a saltare l’ultima sosta così come Mattia Drudi con la rientrante Aston Martin #27 Heart of Racing.
Una volta effettuata la sosta, la BMW #46 si è collocata davanti alla Ford #77 Proton Competition ed alla Porsche #92 Manthey, rispettivamente in azione con Ben Barker e Richard Lietz. La Ferrari #21 invece è rimasta in azione il più possibile sperando anche in un FCY.
Anche la Ferrari #21 ha saputo tenere la posizione sui rivali, ma ha dovuto alzare bandiera bianca nell’ultimo giro per una sosta non regolare e l’automatica penalità di 5 secondi. Rovera, limitato anche dalla poca energia a bordo, ha chiuso con 3 secondi di scarto sulla Corvette #81, un margine insufficiente per cogliere il secondo acuto del 2025.

Rui Andrade/Charlie Eastewood/ Tom Van Rompuy trionfano quindi su François Heriau/Simon Mann /Alessio Rovera, ancora in corsa per il titolo visto il quinto posto della Porsche #92. Lietz si è accontentato della Top5 alle spalle delle due M4 GT3 di WRT: la #31 di Augusto Farfus/Timur Boguslavskiy/Yasser Shahin e la #46 di Ahmad Al Harthy/Valentino Rossi/Kelvin van der Linde.
VISTA AF Corse Ferrari #54, HOR Aston Martin #27, TF Sport Corvette #33, Iron Lynx Mercedes #61 ed Akkodis ASP Lexus #78 hanno completato nell’ordine la classifica.
Sabato 8 novembre la 8h Bahrain 2025, ultima prova della stagione.
Luca Pellegrini
Foto: Piero Lonardo




